La cucina di Gabriele Martinelli al CRUB è molto complessa e unisce un’ottima sensibilità sul crudo un buon uso di materie prime e anche tanta voglia di fare. Gli anni passati al Machiavelli di Pompei gli hanno permesso di diventare un giovane completo e senza alcun timore. La cucina del club è una cucina che fonde un rispetto maniacale per la materia prima, un buon utilizzo di ciò che il mare ad offrire stagionalmente, e secondo stagionalità una serie di proposte dagli antipasti ai primi ai secondi cucinati o crudi che possono soddisfare le esigenze di una clientela varia che ha voglia di stare bene ma soprattutto di divertirsi in un ambiente che sia confortevole appagante e coccolato da questo stile liberty che caratterizza la struttura. Ciò che mi piaciuta di questo ristorante è stata per l’appunto la parità della proposta una varietà che veleggia fra ingredienti ricercati e semplicità tradizionali fra costume e buona cucina. Si comincia ovviamente dei crudi un’ottima selezione di con chi ami di crostacei caratterizza la proposta del Plateaux, una proposta preparata con dovizia di cura e di particolari e soprattutto celebrata con una grande attenzione alla pulizia e alla precisione nel taglio delle materie prime. Leggerissimo equilibratissimo e ben pensato è il crudo battuto di gambero rosso con asparagi bianchi. La potenza delle componenti di frutta e verdura, la croccantezza dell’asparago bianco e la dolcezza del gambero Rosso creano un’armonia veramente perfetta, che mi ha rapito sino al primo morso . I primi di Gabriele sono assolutamente in linea con la proposta complessiva. Ne ho assaggiati due e spero vivamente di assaggiarne altrettanti la prossima volta. I rigatoni con funghi porcini, crudo di pesce, bergamotto e polvere di funghi è veramente sensazionale, terroso e allo stesso tempo avvolgente e aromatico pur nella sua struttura profonda e corroborante, la cottura della pasta è veramente puntuale, il bravo Gabriele si è distinto per la sua attenzione maniacale la cottura della pasta. Pasta che seleziona personalmente, ricercando il compromesso migliore fra sostanza e qualità, andando a ricercare il marchio perfetto per ogni formato. Tale attenzione, tale tecnica diffusa, tale concentrazione del gusto evidentissima non lo spaghetto con burro bruciato ostrica e Melissa. Un piatto di mare in cui il mare non c’è o meglio il mare non è visivamente presente ma si sente profondissimo in tutta la sua completezza, rappresentata peraltro da uno splendido piatto di servizio a forma di vongola. Secondi piatti veramente divertenti ottima l’ Ombrina pescata ad amo alla mugnaia, morbidissima la zucca ingentilita dalle vongole.

Un ristorante davvero bello esteticamente, che coniuga la compiutezza visiva alla concretezza dei piatti. Davvero un investimento ambizioso fatto da professionisti del mondo del lavoro con la precisa intenzione di divertire e di attrarre un nutrito pubblico di appassionati del genere. Non la solita sterile e malinconica nonché standardizzata proposta di crudo & champagne, ma complessivamente innovativa e giovane nel suo essere così duttile sul cotto/crudo. Fare un ristorante del genere non è assolutamente cosa da poco. La grande idea imprenditoriale di Francesco Palumbo e della sua società ristorativa sta proprio nell’offrire un prodotto sicuramente non originale nella sua basicità, non si può inventare il mare, ma sicuramente innovativo dal punto di vista della sua elaborazione primale e primaria.

Una piccola pasticceria da urlo, una sala elegante, un ricco cestino del pane, servito caldo, con taralli e grissini buonissimi e un servizio attento ma discreto. Gli ingredienti per una bella cena ci sono tutti, e poi c’è sempre Cava dei tirreni con la magia dei suoi portici. Bravo Francesco, questa è la sana imprenditoria che fa bene al sud.

Così competentemente Marco Contursi nel suo articolo sul Luciano Pignataro Wineblog, dove peraltro anche io ho riportato in forma breve l’aggiornamento sul CRUB, chiosava la sua precedente visita del 15/10/2018, ed io non posso che aggiungere che la sana imprenditoria di cui Francesco Palumbo è uno stimatissimo esponente con il ristorante sia riuscita a creare qualcosa di veramente unico e di gran qualità. Carta dei vini sensazionale con una grande varietà di proposte per ogni fascia di prezzo. Crudo, emozione ed imprenditoria. Un esempio sincero di come il coraggio di investire nel Sud paga sempre, e questo progetto ne è un vivido esempio.

PS: Cantina veramente interessante, tante referenze, tante etichette, abbastanza profonda e con un ottimo ricarico qualità/prezzo. Consigliatissimo.